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Giardini della Minerva

Hortus sanitatis della Scuola Medica Salernitana, il Giardino della Minerva è il luogo di fondazione del più antico Orto botanico, sviluppato nel quartiere del Plaium montis, seguendo l’asse che dalla villa comunale porta al Castello Arechi.

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Era il “viridario” della Famiglia Silvatico a partire dal XII secolo, come si evince da un documento conservato nell’archivio della Badia di Cava, ma con il maestro Matteo Silvatico venne realizzato il cosiddetto Giardino dei Semplici, dove era coltivate piante medicinali, utilizzate per curare diverse patologie, e all’interno del quale veniva svolta attività didattica per gli allievi della Scuola Medica Salernitana. Il maestro fu anche autore di una magnifica opera intitolata Opus Pandectarum Medicinae (Pandette) completato nel 1317 e composto da 721 capitoli in cui sono descritte 487 tipologie di vegetali, 157 minerali, 77 animali e 3 cosiddetti “semplici”, scritti in latino, arabo e greco.

Ogni elemento è descritto nei minimi particolari, con rigore scientifico e con grande attenzione alla parte riguardante le radici e i bulbi.

La particolarità del Giardino, già all’epoca del Silvatico e poi recuperata con la disposizione delle aiuole è la coltivazione secondo la dottrina dei “Contraria contrariis curantur”, ossia la Teoria dei quattro umori o teoria degli elementi. Al centro di questa teoria vi è l’Uomo, il cui corpo è in perfetto equilibrio con i 4 elementi naturali Acqua, Aria, Terra e Fuoco, che rappresentano la realtà e l’ambiente circostante, ciascuno rispettivamente con la propria qualità: l’acqua è fredda e umida, l’aria è calda e umida, la terra è fredda e secca e il fuoco è caldo e secco.

L’armonia che regge l’Universo regge anche l’Uomo, dandogli la salute (eucrasia) o la malattia (discrasia) a seconda dell’equilibrio o squilibrio all’interno del corpo di 4 Umori: Bile gialla, Bile nera, Flegma e Sangue, anch’essi in relazione con gli elementi naturali. All’aria, che è dappertutto, corrisponde il sangue; al fuoco, caldo, la bile gialla; alla terra corrisponde un umore scuro, forse il sangue della milza, venoso, che fu chiamato bile nera, atrabile in latino e o mélaina kolé in greco; infine all’acqua corrisponde il muco, o flegma, comprendente tutte le secrezioni acquose del nostro corpo (saliva, sudore, lacrime, etc.), localizzato principalmente nel cervello, umido e freddo come l’acqua.

La forza guaritrice della natura provvede al risanamento del malato e il medico interviene il meno possibile, facendo attenzione solo alla cura dell’alimentazione (bilanciando i vari cibi e sapori) e alla salubrità dell’aria. Per la Teoria umorale, la comprensione della tipologia delle malattie è possibile anche tenendo come riferimento le età della vita e delle stagioni. La Teoria degli Umori è utilizzata a lungo dai medici della Scuola Medica Salernitana, unitamente alle conoscenze di Botanica medica, affiancata alla coltivazione dei “semplici” vegetali nell’orto botanico cittadino, il Giardino della Minerva. Contraria contrariis curantur era il metodo adottato: la malattia, intesa come abbondanza di un umore nei confronti degli altri, era quindi contrastata usando un prodotto di natura (sia esso “semplice” o “composto”) opposto e contrario all’umore in eccedenza, somministrato nella sua giusta “gradazione”, intesa come azione di potenza fisiologica. La teoria è utilizzata a fondamento delle pratiche mediche fino al 1858.

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Lo schema delle aiuole realizzato nel Giardino riprende all’incirca lo schema sottostante, in cui in ogni sezione è coltivata una tipologia di piante medicinali, mentre la posologia con la quale dovevano essere somministrate è data dalla gradazione riportata ai lati.

Il Giardino, esposto al sole e protetto dai venti,  si sviluppa su più livelli, collegati da una lunga “scalea” , sottolineata da pilastri a pianta cruciforme che sorreggono una pergola di legno, costruita sulle mura antiche della città e dalla quale si gode di una magnifica vista della città. Ogni terrazzamento è caratterizzato dalla presenza di una fontana e vasche arricchite dal vasto sistema di canalizzazioni dell’acqua che, unitamente al microclima perfetto, permette una coltivazione delle specie vegetali più particolari, tra le quali è da menzionare la Mandragora, considerata magica per le sue virtù e attorno alla quale sono state create diverse leggende.

Una Tisaneria, nelle sale di palazzo Capasso, è gestita dalla Associazione Culturale Nemus e si potranno degustare decotti, infusi, macerati, aperitivi e biscotti tipici che l’Associazione propone. Il Giardino,di proprietà del Comune di Salerno, affidato alla Fondazione Scuola Medica Salernitana è gestito dal 18 febbraio 2013 dalla Associazione Erchemperto

Per informazioni e visite guidate:

Giardino della Minerva

tel. +39 089252423 – info@giardinodellaminerva.it

www.giardinodellaminerva.it