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Chiesa di San Benedetto

Nel quartiere longobardo Ortomagno, accanto alla Chiesa di Sant’Apollonia, si trova la chiesa di San Benedetto, all’origine parte dell’omonimo monastero fondato tra il VII e il IX secolo (e oggi caserma Carrano) insieme al Museo archeologico provinciale, anche se le prime notizie storiche risalgono all’868. Il monastero venne distrutto dai saraceni nell’884 e ricostruito dall’abate Angelario. Il periodo di massimo splendore si ebbe senz’altro con la costituzione dello scriptorium, all’interno del quale venne scritto il Chronicon Salernitanum, e con la nomina di Alfano come abate nominato da Guaimario IV e diventato successivamente arcivescovo di Salerno, nel 1057.

Nel 1581 il cenobio viene affidato ai Padri sacerdoti della Congregazione dei Benedettini Olivetani per volere di papa Gregorio XIII. Il 13 febbraio 1807 il decreto di soppressione dei monasteri colpì anche quello di San Benedetto e la chiesa venne trasformata nel “Real Teatro di San Matteo” fino al 1845.

L’impianto architettonico della chiesa si rifà allo stile delle basiliche paleocristiane, ripreso con la Riforma della Chiesa ad opera di Desiderio, abate di Montecassino. Come quest’ultima chiesa e come il Duomo, la chiesa di San Benedetto presenta tre navate e transetto a croce, precedute da un pronao con tre portali affiancato dalla torre campanaria del XII secolo e da un quadriportico, distrutto per la costruzione della via di San Benedetto e i cui resti sono ancora visibili nelle strutture architettoniche del Museo di fronte. La mancanza di elementi decorativi, però, anticipa la datazione di qualche anno rispetto alla Cattedrale.

Riadibita all’uso liturgico nel 1857, venne intitolata al SS. Crocifisso in onore del crocifisso ligneo presente al suo interno, che divenne oggetto della leggenda di Pietro Barlario.

Per informazioni: Via S. Benedetto – Tel. 089253546

Orari:

10:00 – 12:00 | 17:00 – 19:00