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Museo Archeologico Provinciale di Salerno

IL MUSEO ARCHOELOGICO PROVINCIALE DI SALERNO

Il Museo Archeologico Provinciale di Salerno ha un ruolo di prim’ordine come centro di conservazione e raccolta di antiche testimonianze storico-culturali riguardanti la storia delle civiltà che, dai più remoti tempi protostorici fino ai secoli dell’alto medioevo, si susseguirono in Campania. Il quadriportico dell’abbazia di S. Benedetto, sede stessa del Museo Archeologico, può considerarsi parte integrante del percorso espositivo. Presenta un livello inferiore (oggi non visitabile) che risale all’VIII sec., mentre i bracci sud-est risalgono all’ XI sec. e i resti del Castelnovo sono datati al XV sec. Nel castello soggiornò nel Quattrocento la regina Margherita di Durazzo, la cui tomba si trova nel duomo. Il museo si va via via arricchendo negli anni di materiali provenienti da donazioni, la più recente è la collezione Foglia con testimonianze archeologiche dell’Agro Picentino.

La visita comincia dal lapidario, i cui reperti provengono dagli scavi effettuati a Salerno dal Seicento. La sezione preistorica comprende materiali sia del Paleolitico e del Neolitico, sia dell’Eneolitico provenienti dall’area di Fratte: il più antico insediamento nel comune di Salerno.

L’Età del Ferro è documentata da reperti villanoviani dell’VIII sec. a.C., provenienti da Pontecagnano e Sala Consilina.

La particolare cultura dell’inumazione è testimoniata dai corredi sepolcrali dell’ VIII- IX sec. a.C..

Al periodo “orientalizzante”, testimoniato dalla ceramica a decorazione geometrica, segue l’esposizione del periodo greco che documenta la cultura degli scambi tra i centri magnogreci del Tirreni e dello Ionio.

Ai materiali del V sec. provenienti da Buccino e Atena Lucana e ad altri materiali provenienti da alcune tombe, seguono materiali del IV e III sec. tra cui le particolari ambre preromane.

Al piano superiore si possono osservare oggetti relativi alla città di Salerno.

Si parte dai reperti provenienti dalla necropoli di Fratte del VI- V sec. a.C. con vasi in bucchero della fase etrusco-campana e vasi attici a figure rosse e nere.

Si passa ai corredi di cultura sannitica del IV- III che testimoniano l’invasione delle popolazioni dell’interno e il declino dei centri magnogreci.

Della città romana Salernum, fondata come colonia nel 194 a.C., sono esposti corredi funerari provenienti dalla fascia marina i quali definiscono un periodo che arriva fino al IV sec. d.C..

Interessante, inoltre, la testa bronzea di Apollo, rinvenuta nel golfo di Salerno nel 1930, tutt’ora oggetto di studio.

Completa l’esposizione una ricchissima raccolta numismatica, la cui sezione si compone di tre settori: nel primo sono presenti monete delle più importanti città della Magna Grecia e delle tarde zecche italiche; il secondo comprende monetazione della Roma repubblicana ed imperiale, mentre il terzo settore ospita monete coniate dalla Salerno medievale.

 

Per informazioni e visite guidate:

http://www.museoarcheologicosalerno.it/