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Il sito etrusco sannitico di Fratte

La necropoli etrusco-sannitica di Fratte, riaperta al pubblico nel 1989, è un importante centro preromano in cui greci, etruschi e indigeni convivevano e detta “acropoli” sia per la posizione sia per il ritrovamento di ruderi religiosi e civili alla sommità dell’insediamento. Gli scavi del sito iniziarono intorno al 1879 a seguito della scoperta di alcune sepolture del IV sec. a. C. in seguito alla costruzione degli stabilimenti delle Manifatture Cotoniere Meridionali (MCM) di Fratte. Tra il 1927 e il 1974 furono riportate alla luce circa 400 sepolture, i cui reperti si trovano nel Museo archeologico di Salerno, che si dislocano tutte a Nord dell’area archeologica. Dall’altro lato del sito, si estende l’antico abitato, delimitato da una strada basolata, in murature tufacee. Il più antico livello cronologico è databile al 2° millennio a.C., della quale restano materiali ceramici, lame, resti di capanne che testimoniano l’importanza del sito come punto di transito dall’avellinese alla piana di Paestum e all’area di Nocera.

Nel VI sec. a. C., nel pieno dell’egemonia etrusca, la documentazione linguistica è offerta dalle coppe utilizzate per bere e chiamate kyhkes, sulle quali era riportato il nome del proprietario con lettere dell’alfabeto greco acheo. Numerosi sono i vari di bucchero campano, bronzi etruschi e vasi attici di eccelsa qualità che documentano la convivenza col mondo greco .

Mentre nelle altre aree etrusche è difficile ritrovare tracce di abitato, a Fratte la presenza di strutture murarie con antefisse tipicamente campane con teste femminili di tipo pestano, rendono questo sito di fondamentale importanza per il territorio salernitano.

All’epoca sannitica, invece, appartengono 6 tombe in blocchi di tufo grigio a “cassa” e 2 a “camera”, di cui una familiare con tre letti e cuscini cilindrici, caratteristica di prestigio sociale, mentre alla seconda metà del IV sec – inizi III sec. a. C. appartengono le cosiddette “tanagrine”, sculture in tufo, e le antefisse con la raffigurazione della dea Athena.

La distruzione del centro di Fratte fu ad opera dei romani che avanzavano verso il sud dell’Italia e della cui presenza restano tracce anche nel sito archeologico, come pavimenti in opus spicatum e resti degli impianti termali.

Necropoli etrusco-sannitica di Fratte || Info e visite

Via Francesco Spirito (Fratte-SA)

Tel. 08948101

Ingresso libero