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La chiesa di Santa Maria de Olearia

La chiesa di Santa Maria de Olearia, Maiori (Sa)

 Il complesso rurale nasce nel 973 circa come eremo ad opera di anacoreti non locali Pietro e il nipote Giovanni, che avevano costruito un’edicola dedicata a S. Maria de Olearia (a causa degli ulivi che la circondavano) e poi trasformata in abitazione. L’eremo avrà una storia documentata come abbazia benedettina dopo il 1087, quando venne concesso dal Duca Ruggero Borsa a Pietro Pappacarbone, abate del monastero benedettino della SS.ma Trinità di Cava dei Tirreni. Il primo abate fu Taurus, così come ricordato in una lapide commemorativa priva di data, mentre l’ultimo fu, nel secolo XVI, Giacomo Silverio Piccolomini che morì nel 1509, dopodiché fu abbandonata. Al complesso, strutturato in tre cappelle sovrapposte, si accede salendo per una rampa di scale, situata sulla sinistra della strada che porta verso Maiori. Il primo ambiente che si incontra è a pianta quadrata con tre absidi rivolte ad est. Si tratta di quello più antico, risalente al tardo X secolo, noto come “Catacomba” o “Cripta”. In essa è conservata una mirabile decorazione, che un tempo doveva occupare tutto l’Oratorio, mentre ora sussiste solo nelle absidi. Il primo affresco situato in una sorta di anticamera della cappella, è quello con la Vergine Orante tra Santi, affiancata sulla destra dalla prima abside con Cristo benedicente tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista e da una seconda abside con Cristo fra Arcangeli. La terza abside è quasi del tutto ostruita dalla muratura laterale.

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La Vergine, che alza le braccia lunghe ed affusolate al cielo, indossa un tunica rossa con il maphorion blu e una paenula che copre la testa come un velo. Alla sua sinistra compare la probabile figura di San Giorgio o San Demetrio, che indossa una corta armatura, in maglia di ferro, decorata con pietre preziose e oro, coperta da un mantello rosso. Regge con la mano sinistra uno scudo e con la destra una lancia. A destra della Vergine è raffigurato un altro personaggio, con la barba a doppia punta longobarda, forse San Paolo indossa una tunica bianca con un mantello giallo e ai piedi dei calzari ad infradito, mentre nella mano sinistra velata regge un rotolo. Accanto al Santo barbuto c’è la figura del donatore che presenta il modellino della chiesa alla Vergine.

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Le tre figure che campeggiano nell’abside meridionale sono tutte prive della testa. Al centro, un personaggio, probabilmente il Cristo, indossa una tunica bianca ed un mantello dorato. Al sua destra vi è un personaggio, con in mano un cartiglio svolto, identificabile con San Giovanni Battista per il mantello di pelliccia che indossa.

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Nell’abside centrale, infine, ritorna la figura del Cristo benedicente, con una tunica bianca e un mantello dorato, che regge un rotolo svolto. Al di sopra della cripta, infine, si dispongono altri due ambienti, fino ad un’altezza di 13 metri sul livello stradale. Il primo è la cappella principale con Storie della Vergine, mentre il secondo è la cappella di San Nicola, con affreschi inerenti la vita del Santo. Varie sono state le datazioni attribuite a queste raffigurazioni, ma in definitiva tutti gli studiosi sono abbastanza concordi nel ritenere che la loro cronologia oscilli tra la seconda metà dell’XI e gli inizi del XII secolo, soprattutto per la qualità dello stile, che richiama le novità espresse a Sant’Angelo in Formis.

Testi a cura di Corinna Fumo

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Informazioni:

Comune di Maiori (SA)

turismo@comune.maiori.sa.it

Telefono: 089814209