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Santa Maria de Lama

La Chiesa di Santa Maria de Lama sorge nel cuore della città medievale e si affaccia sugli omonimi “gradoni della lama”, nel quartiere delle “Fornelle”. Il toponimo lama, presente anche nella vicina Sant’Andrea, è legato alla natura del luogo, caratterizzato da deflussi di acqua sorgiva e piovana, le lavine de aqua pluviale, che il più delle volte costituivano una vera e propria minaccia. Si tratta di un edificio di culto nobiliare menzionato per la prima volta in un documento del 1055, le cui strutture originarie corrispondono all’attuale cripta, dove recenti restauri hanno consentito di individuare la cappella a pianta quadrata, con abside semicircolare, ancor oggi parzialmente visibile, impiantata su un preesistente edificio romano del II secolo d. C.

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La chiesa presenta una facciata semplice, scandita, al di sopra del portale rettangolare, da due monofore ogivali e da un oculo. L’interno è strutturato su due livelli, dei quali quello ipogeo è cronologicamente il più antico. Quattro sono le fasi costruttive individuate nella chiesa dopo il restauro. Sul lato nord, è emersa una muratura in laterizi e opus reticulatum risalente all’età romana. La seconda fase riguarda la fondazione della chiesa, databile tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo, e la realizzazione del primo ciclo di affreschi a carattere devozionale. A quest’epoca la cappella doveva avere una pianta quadrata con una sola abside ed era rivolta a nord. La terza fase riguarda il restringimento in muratura di tufo dell’abside originaria. Infine alla quarta fase, databile all’incirca tra XII e XIII secolo, risale il completo ribaltamento della pianta della cripta, che viene orientata in senso Est- Ovest. L’abside a Nord viene chiusa e si aprono due absidiole nella parete Est, una rettangolare, l’altra semicircolare, in corrispondenza delle due navate create dall’inserimento al centro di tre colonne. Ai muri perimetrali si addossano dei pilastri per sorreggere la volta e la chiesa superiore, quest’ultima divisa in tre navate e conclusa da un’abside centrale affiancata da due piccole nicchie.

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Con la ristrutturazione del nuovo edificio, si provvide anche alla realizzazione di una nuova decorazione, soprattutto nelle absidi e sulle pareti della cripta. Essa è databile tra XII e XIII secolo. Fanno parte di questa decorazione l’affresco con Santo Stefano nell’abside centrale, San Lorenzo sul pilastro di raccordo fra le due absidi, un probabile Cristo Pantocratore nell’abside rettangolare, la Vergine in trono affiancata da due angeli sui pilastri della parete Nord e Santa Radegonda sull’ultimo pilastro del muro.

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Gli affreschi che, in questa sede, interessano maggiormente, sono quelli del primo ciclo, ossia quello realizzato contemporaneamente alla fondazione della cappella tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo. Stilisticamente omogenei, l’originario ciclo rappresentava una Teoria di Santi dei quali sono riconoscibili solo due, San Bartolomeo e Sant’Andrea, mentre degli altri restano solo due metà e una testa. Il primo, sulla parete nord, identificato dalla scritta, posta in alto, “BART[OLOMEV]S”, attualmente in cattivo stato di conservazione, è raffigurato in piedi nell’atto di benedire. In basso la scritta “VRSVS HOC PING FECIT” ha fatto supporre che il committente fosse un certo Ursus. Sulla parete Est, è un Santo non identificabile, affiancato dalla scritta SCS (SANCTUS), è raffigurato anch’esso in piedi, mentre benedice con la mano destra aperta. La scritta in basso recita: “IOHANNES C”. Sullo stesso lato Est, sul lacerto di muro che separa le due absidi, dietro l’immagine di San Lorenzo, vi sono raffigurati due Santi, il primo dei quali è Sant’Andrea, identificato dalla scritta in verticale “ANDREAS”, affiancati dal committente inginocchiato. Sant’Andrea si presenta barbuto, con la capigliatura riccia e scura, il quale oltre a benedire regge una croce gemmata. La presenza di questo Santo riporta i legami con la città di Amalfi. A Salerno, infatti, gli viene dedicata una chiesa documentata già nell’ 866, nella zona di porta Rateprandi, alle spalle del quartiere delle Fornelle, abitato da Amalfitani e Atranesi. L’icona del Santo potrebbe collegarsi alla diffusione del culto attraverso la colonia amalfitana o alla devozione dei committenti, tra i quali il conte Giovanni che apparteneva alla stirpe atranese.

La chiesa si S.Maria de Lama ricopre un’importanza fondamentale nella conoscenza di Salerno longobarda in quanto ne conserva le uniche testimonianze di pittura, rinvenute negli anni settanta nascoste da pareti e dipinti di una fase successiva . L’originario ciclo di affreschi, costituito da una teoria di santi, è coevo alla fondazione della cappella databile tra la seconda metà del secolo X e i primi anni dell’XI; tra questi, sulla parete est, è la figura di un Santo anonimo seguito poi da sant’ Andrea e dalla Vergine in posizione orante, affiancati dal committente inginocchiato. La presenza dell’effige del Santo, patrono di Amalfi, si spiega anche con la vicinanza della chiesa al quartiere abitato dagli amalfitani.

Sulla parete nord della cappella è affrescata l’immagine del San Bartolomeo, che benedice con la mano destra, mentre nella sinistra, velata dal mantello, regge un volume chiuso e decorato sulla copertina da una croce gemmata. Al secondo ciclo pittorico – databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo – appartiene la figura di santo Stefano, individuata dall’iscrizione posta ai lati dell’aureola. Il Santo, ritratto in trono, indossa un abito ricamato e regge con la mano sinistra un libro. Il pilastro di raccordo tra le due absidi ospita la figura di san Lorenzo, individuata da un’iscrizione. Sull’ultimo pilastro del muro sud si trova, invece, l’immagine di un santo monaco, molto probabilmente S. Leonardo, che reca in mano una catena spezzata.

La chiesa superiore, costruita probabilmente nel XII secolo, ha una pianta rettangolare divisa in tre navate da due file di colonne di spoglio romane, di cui due ricoperte da quattrocenteschi affreschi raffiguranti Cristo con la Croce e la Maddalena.

Foto e testi a cura della Dott.ssa Corinna Fumo

Per informazioni su orari di visita:

Touring Club – Sig.ra Rosita Carbonaro

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