Teatro

La Bottega San Lazzaro nasce inizialmente proprio con una vocazione teatrale, dando vita alla Compagnia inizialmente si chiamava del “Teatrangolo”. Tra sperimentazione e ricerca, sul finire degli anni ’60 nascono spettacoli che rimarranno poi negli annali del teatro salernitano. E’ il caso di “Festa, farina e forca”, di Corradino Pellecchia, una rappresentazione basata su testi del seicento, con al centro le vicende di una rivolta popolare, sottotitolo “il servitore di due padroni durante una serrata del pane”. La compagnia, che oggi conta 25 tra attori e tecnici e continua ad essere intitolata a San Lazzaro, è specializzata nel teatro partenopeo, senza disdegnare l’approccio a copioni più impegnati come “L’intellettuale” di Moliere e testi di ricerca sulle tradizioni meridionali.

Un teatro, quello della nostra compagnia, che ha forti connotazioni sociali ed in diverse occasione ha messo in scena spettacoli ad ingresso libero per gli anziani ed i disabili. Soprattutto i primi hanno apprezzato molto l’allestimento di un’opera intramontabile di Eduardo Scarpetta: “Miseria e Nobiltà”, con al centro la fame e l’umanità di chi è abituato a convivere con la propria dignità. Con questo allestimento la Bottega San Lazzaro è stata poi chiamata a partecipare al Festival di Terni e ad al Festival di Pesaro ed ha conquistato il primo posto al Festival di Allerona (Siena) nel 2002. “Non ti pago”, “Filumena Marturano”, “O vico”, dedicato a Raffaele Viviani e “Tuledo ‘e notte”: sono solo i titoli degli ultimi spettacoli teatrali, ciascuno dei quali ha avuto dozzine di repliche.

Scenografia ed allestimenti

La Bottega San Lazzaro dispone anche di spazi idonei all’allestimento di spettacoli teatrali: dallo storico auditorium di S. Apollonia (un’antica chiesa settecentesca nel cuore del centro storico di Salerno) al polivalente Teatro delle Arti, che con tre sale si estende su una superficie di oltre duemila metri quadri.

Bottega San Lazzaro