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Salerno

Teatro, musica, architettura, letteratura, medicina… Una città che è stata ed è culla di arte, cultura e tradizione. Tra bellezze naturali e prodotti tipici… Benvenuti a Salerno.

SalernoSalierno nel dialetto locale – è una tranquilla città campana che sorge sull’omonimo golfo del mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana e la piana del Sele, nel punto in cui la valle dell’Irno si apre verso il mare.

La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome. Altro corso d’acqua che scorre nel territorio comunale è il fiume Picentino, che ad oriente di Salerno separa la città stessa dalla confinante Pontecagnano Faiano. Nella città è presente anche un piccolo lago, il Lago di Brignano.

Con molta probabilità il nome della città è collegato al fiume Irno che la attraversa. Un’ipotesi accreditata dice Salernum (da salum e Irnum, ossia “il luogo situato tra il mare e l’Irno”).

La particolare posizione geografica hanno reso per secoli Salerno e la sua vasta provincia un florido crocevia di culture e popoli lontani: etruschi, longobardi, greci, normanni, saraceni ed altri si sono succeduto in queste terre, donando sapere e cultura.

Salerno è dunque una città ricca di storia, tradizione e sapere ed affonda le sue radici in un passato remoto e costellato da tante culture diverse e lontane. Tra leggende e antiche tradizioni, Salerno può vantare la nascita di numerose istituzioni di incredibile importanza e valore storico come La Scuola medica Salernitana: primo modello di Università medica a sorgere in Europa.

Ancora oggi Salerno è in metamorfosi, una città sempre accogliente ed aperta alle altre culture e tradizioni.

« Un altro disegno nacque la sera dalle finestre di Salerno ed esso mi risparmierà ogni descrizione di una terra deliziosa e fertilissima. Chi non sarebbe stato disposto a studiare in questa cittadina nel tempo in cui vi fioriva una università? »

Wolfgang Goethe

La città ha dato i natali a vari letterati che, nel corso dei secoli, si sono affermati in tutto il mondo. In realtà già Orazio nella quindicesima epistola del primo libro della raccolta, chiedeva informazioni per un soggiorno a Salerno e a Velia. I primi autori salernitani tuttavia sono quelli appartenenti alla scuola medica salernitana, tra cui sono da ricordare Trotula de Ruggero, Matteo Plateario, Ruggero Frugardi e Matteo Silvatico con le proprie opere a carattere medico ed informativo. Tra il ‘500 e il ‘600, invece, spiccano le figure di Vincenzo Braca, il cui nome è associato al genere letterario della cosiddetta farsa cavaiola, di cui egli è praticamente l’unico esponente, e di Masuccio Salernitano, esponente della cosiddetta novella spicciolata ed autore del Novellino, e Niccola Maria Salerno autore di una raccolta di Rime. Senza dubbio però, il nome più importante della produzione letteraria salernitana è stato Alfonso Gatto, uno dei maggiori esponenti dell’ermetismo in Italia.

« Salerno, rima d’inverno,
o dolcissimo inverno.
Salerno, rima d’eterno. »

Alfonso Gatto, Salerno, rima d’inverno

ll primo insediamento documentato sul territorio salernitano risale al VI secolo a.C.: un centro osco-etrusco che sorgeva sul fiume Irno poco lontano dalla costa in un punto strategico per le vie di comunicazione dell’epoca. Nel V secolo a.C., con la ritirata degli Etruschi dall’Italia meridionale, lo stesso insediamento venne occupato dai Sanniti. In circostanze non note tale insediamento venne abbandonato attorno al 280 a.C.

Nel 197 a.C. viene fondata sulla costa la colonia romana di Salernum. La città si espanse e durante l’impero di Diocleziano divenne il centro amministrativo della provincia della Lucania e del Bruzio.

Nel 646 Salerno cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento. Nel 774 il principe Arechi II vi trasferì la corte e nell’839 il principato di Salerno divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria e la Puglia fino a Taranto.

La realtà della città era caratterizzata da un ambiente multiculturale. Il principato era difatti uno Stato cuscinetto tra il papato e l’impero, da una parte, e l’oriente bizantino e il mondo islamico dall’altra. Questo quadro politico contribuiva tuttavia anche ad una certa instabilità.

Dal punto di vista commerciale, anche per tramite della vicinissima e potente Amalfi, la città era collegata alle più remote coste del mediterraneo.

Salerno nella veduta Pacichelli di inizio ‘700

In questo contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed un greco. La scuola fu la prima istituzione per l’insegnamento della medicina nel mondo occidentale e godette di enorme prestigio per tutto il Medioevo. La città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l’arte medica o farsi curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma.

Tra il X e il XII secolo la città visse il periodo più florido della sua storia, Opulenta Salernum fu la dizione coniata sulle monete per testimoniarne lo splendore.

Nel 1076 Roberto il Guiscardo conquistò Salerno che divenne capitale dei domini normanni ovvero del ducato di Puglia e Calabria (titolo in precedenza assegnato a Melfi), che comprendeva tutta l’Italia meridionale. In questo periodo fu fatto costruire il duomo in stile arabo-normanno.

Nel 1127 Salerno perse la sua indipendenza ma rimase una delle città più importanti del Regno di Sicilia, con l’avvento degli Svevi, ed in seguito degli Angioini e degli Aragonesi, la città cominciò a perdere importanza: soprattutto a causa della sempre più crescente egemonia della vicina Napoli

Durante il medioevo la città è stata capitale dell’omonimo principato Longobardo e quindi del ducato normanno di Puglia e Calabria che comprendeva gran parte del Mezzogiorno continentale e fu il nucleo originario del futuro Regno di Napoli e delle Due Sicilie.

Essendo sede della Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo, nel 1988 sorge a Salerno come ideale erede della celebre scuola medica, l’Università degli studi di Salerno, sotto forma di campus, nei limitrofi comuni di Fisciano e Baronissi.

Nella prima metà dell’Ottocento, durante il regno borbonico, nacquero a Salerno le prime industrie, per lo più a capitale straniero (svizzero in particolare). Salerno diede appoggio a Garibaldi nel 1860 con nove salernitani che erano nei “Mille” e furono numerose le affiliazioni alle sette tipo Carboneria.

Nel 1861, anno dell’unificazione, Salerno era la terza provincia italiana per valore aggiunto pro capite. Nel 1877 risultavano sul territorio 21 fabbriche tessili con circa 10.000 operai: Salerno venne soprannominata “la Manchester delle Due Sicilie“. Per dare un termine di paragone, si pensi che nello stesso periodo a Torino, lavoravano in questo settore solo 4.000 operai. Immancabilmente, dopo l’unità avvenne il tracollo di numerose industrie, tra le quali le cartiere un tempo fiorenti.

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città (e la costa del suo golfo, fino ad Agropoli) fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell’sbarco a Salerno: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma.

Nel periodo che seguì lo sbarco (dal febbraio 1944) la città ospitò i primi governi dell’Italia post-fascista e la famiglia reale in fuga, divenendo di fatto Capitale d’Italia fino alla liberazione di Roma (inizio giugno 1944). In questo frangente si ebbe la cosiddetta Svolta di Salerno, con cui gli antifascisti, la monarchia e Badoglio trovarono un compromesso per un governo di unità nazionale.

In Afghanistan esiste una base militare denominata Camp Salerno, per ricordare lo sbarco avvenuto durante la seconda guerra mondiale.

Il 7 gennaio 2012, nel consueto appuntamento della Festa del Tricolore a Reggio nell’Emilia, la città di Salerno ha ricevuto, durante le manifestazioni conclusive del centocinquantenario dell’unità nazionale, una copia del primo tricolore a ricordo del ruolo di capitale svolto dalla città al termine dell’ultimo conflitto mondiale.

A partire dalla seconda metà degli anni novanta, la città ha iniziato una serie di politiche volte a migliorare la vivibilità, il decoro urbano e proiettare, soprattutto per quanto concerne il turismo, Salerno a livello nazionale e internazionale. La città si candida, quindi, a diventare uno dei poli del turismo crocieristico e dell’architettura contemporanea, ospitando opere dei maggiori architetti del XXI secolo, quali Fuksas, Zaha Hadid, Bohigas, Chipperfield, Calatrava e Bofill.

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Veduta dal Castello Arechi, Salerno | Photo Credit Anna Izzo

Salerno vanta numerose architetture religiose e di valore storico e artistico, nonchè una grande tradizione medica e artistica. Numerose sono le biblioteche, i musei, i Festival, le attività culturali e le manifestazioni sul territorio. Non solo arte e storia ma anche tanta natura grazie a parchi, ville e oasi sia in città che in provincia. Il clima mediterraneo e l’ecosistema del posto hanno fatto si che l’Unesco abbia riconosciuto come patrimonio dellìUmanità i parchi del Cilento Situata tra la costiera amalfitana e cilentana, Salerno e la sua vasta possono vantare l’eccezionalità di alcuni luoghi come il Cilento – con le eccezionali Palinuro, Pollica, Marina di Camerota etc – e i piccolo borghi costieri quali Vietri e Cetara. La qualità della vita è tra le migliori al Sud ed in Italia.

Comune di Salerno